Fonti: Middle East Eye, Al Manar, IDF Spokesperson, UNIFIL Press Office, Reuters
Il terreno
Il 2 marzo 2026 è collassato il cessate il fuoco del novembre 2024. Da allora, le operazioni dell'IDF nel Libano meridionale si sono spostate da una logica di interdizione a una demolizione sistematica degli insediamenti nella fascia di confine. L'IDF ha identificato oltre venti villaggi, tra cui Markaba, Houla e Rab al-Thalathine, per quello che i comunicati militari definiscono "livellamento strutturale". Le unità di genio pesante operano in affiancamento alle forze di manovra. La Banca Mondiale ha stimato i danni agli edifici residenziali in 2,8 miliardi di dollari.
Taybeh, imboscata al convoglio corazzato
Il punto di attrito più documentato di questa fase è l'area di Taybeh, nel settore di Bint Jbeil. Secondo i comunicati di al-Manar e le dichiarazioni del portavoce militare di Hezbollah, le forze del Partito di Dio hanno condotto un'operazione coordinata contro un convoglio di carri armati Merkava nell'area di al-Baydar al-Faqani. Hezbollah rivendica la distruzione di otto Merkava attraverso missili guidati anticarro e artiglieria. L'IDF non ha confermato il numero, ma ha riconosciuto "pesanti combattimenti" nell'area e il ferimento grave del comandante del 52° Battaglione corazzato.
La fonte primaria del bilancio dei carri è Hezbollah stesso — il dato non è stato verificato in modo indipendente.
Nella stessa operazione, le unità di Hezbollah hanno bersagliato le zone di atterraggio durante le evacuazioni dei feriti con artiglieria e droni FPV. Questa tattica di interdizione delle aree di evacuazione è documentata nei report UNIFIL del 9 e 10 aprile 2026.
Tayr Harfa e il 13° Battaglione Golani
A Tayr Harfa, combattenti di Hezbollah hanno teso un'imboscata a una pattuglia del 13° Battaglione (Golani) all'interno di un edificio infiltrato. L'IDF ha confermato perdite. Nei comunicati di Hezbollah, l'operazione viene descritta come eseguita da una cellula del settore occidentale del Libano meridionale. Tra i caduti israeliani figurava, secondo fonti israeliane citate da Haaretz, un archeologo civile aggregato al comandante di brigata.
Lo spazio aereo: abbattimento del Hermes 450
Il 10 aprile, Hezbollah ha abbattuto un drone Hermes 450 sopra Siddiqin. L'IDF ha confermato la perdita del velivolo senza attribuirne la causa. Hezbollah ha rivendicato l'abbattimento mediante un sistema missilistico superficie-aria portatile. Un elicottero Apache ha interrotto l'ingaggio sopra Mansouri nelle stesse ore, secondo il portavoce militare di Hezbollah, senza conferma IDF.
Droni FPV contro le basi del Nord
Hezbollah ha condotto attacchi con sciami di droni FPV contro le caserme di Ramot Naftali. Il Comando del Fronte Nord dell'IDF ha riconosciuto gli attacchi e confermato danni alle infrastrutture della base. Non sono stati resi noti dati sui feriti. L'uso massiccio di FPV in questo contesto è documentato anche in un report del gruppo di analisi Alma Research and Education Center pubblicato il 12 aprile.
8 aprile: "Eternal Darkness"
L'8 aprile, cinquanta aerei da combattimento dell'IAF hanno colpito cento obiettivi in un intervallo di dieci minuti sull'area metropolitana di Beirut e nel Libano meridionale. Il ministero della Sanità libanese ha comunicato 357 morti e 1.223 feriti in quella giornata. Tra i morti c'era Ali Yusuf Harshi, segretario personale e nipote del segretario generale di Hezbollah Naim Qassem. L'IDF ha identificato l'operazione con il nome in codice "Eternal Darkness".
UNIFIL: gli incidenti documentati
Il 12 aprile, un carro armato Merkava ha speronato veicoli UNIFIL a Bayada. Il 15 aprile, a Naqoura, le forze israeliane hanno bloccato i contractor locali che trasportavano rifornimenti ai contingenti internazionali, consentendo il transito solo ai veicoli con contrassegni ONU diretti. L'ufficio stampa UNIFIL ha formalizzato protesta scritta all'IDF in entrambi i casi.
Il fronte diplomatico
Dal 2 marzo, il governo Aoun-Salam ha adottato il "Homeland Shield Plan", che formalizza il divieto delle attività militari di Hezbollah e avvia trattative dirette a Washington tra l'ambasciatrice Nada Hamadeh Moawad e l'ambasciatore israeliano Yechiel Leiter, mediate dal Segretario di Stato Marco Rubio. Il 13 aprile, Naim Qassem ha rilasciato una dichiarazione pubblica in cui accusa il governo libanese di agire come "strumento della pressione israeliana". Il testo integrale è disponibile su al-Manar.
La trêva mediata da Pakistan a Islamabad tra Stati Uniti e Iran scade il 22 aprile. L'Iran ha condizionato la revoca del blocco dello Stretto di Hormuz all'inclusione del Libano in qualsiasi accordo di cessate il fuoco regionale.