Comincio così: ricordo dov'ero quando vidi la prima immagine. Sfondo nero, testo bianco, una cicala in basso. 5 gennaio 2012, /b/ di 4chan. Una board dove ogni cinque minuti qualcuno posta del porno o un meme da scartare, e in mezzo a quel rumore appare una riga di testo che sembra scritta da qualcuno che ti guarda dall'altra parte dello schermo:
Stiamo cercando individui estremamente intelligenti. Per trovarli, abbiamo concepito un test.
La prima cosa che fanno gli smanettoni curiosi è ovvia — aprire l'immagine con un editor di testo. Già lì capisci che chi ha scritto quel messaggio sa cosa fa. Nel JPEG c'è una stringa che cita Tiberio Claudio Cesare, il quarto imperatore romano, e il puzzle si svela: cifrario di Cesare con shift 4. Il primo strato è già una piccola lezione di umiltà — il messaggio ti dice "ho infilato questo dietro l'immagine, prova a trovarlo". E tu non l'avevi visto.
Da lì in poi è una catena: steganografia con OutGuess, riferimenti al Mabinogion (i racconti gallesi medievali), cifrari di Vigenère con chiavi pescate da poesie, indizi musicali (il BWV 1033, attribuito a Bach ma probabilmente di Christoph Förster — Cicada non solo ti testava, ti faceva anche notare che le attribuzioni accademiche non sono Vangelo). E poi, quando credevi di essere uno tra mille bricoleurs, un numero di telefono di Dallas: +1 (214) 390-9608. La segreteria, voce sintetica, ti dà delle coordinate GPS.
Qui Cicada fa la cosa che ti spacca in due la convinzione che sia "solo internet". Coordinate a Parigi, Varsavia, Seoul, Sydney, Seattle, Miami, Hawaii — e in ognuna di quelle città qualcuno è andato fisicamente ad attaccare un poster con la cicala e un QR code su un palo della luce. Simultaneamente. Su quattro continenti. Quando i primi solver postarono le foto, ricordo la sensazione: non stavi più giocando contro un troll con un account anonimo, ma contro qualcosa che aveva infrastruttura, persone in carne ed ossa, e organizzazione logistica.
Marcus Wanner — uno dei pochissimi solver che ha parlato pubblicamente, intervistato da David Kushner per Rolling Stone, all'epoca quindicenne — racconta il punto chiave: chi vinceva veniva contattato via mail privata. Il gruppo si descriveva come un collettivo di volontari uniti dalla convinzione che la tirannia debba finire, che la censura sia un male, che la privacy sia un diritto inalienabile. Il progetto su cui dicevano di lavorare si chiamava CAKES, Cicada Anonymous Key Escrow System: un dead-man switch per whistleblower. Se ti facevano fuori o ti sbattevano dentro, le tue carte uscivano comunque. È la cosa più cypherpunk degli anni '10 che mi venga in mente.
E poi c'è il Liber Primus. Cinquantotto pagine in rune anglosassoni, alcune decifrate, la maggior parte no, tutte firmate con la stessa chiave PGP che autenticava i messaggi ufficiali di 3301. Le porzioni leggibili pescano da Zen, da Nietzsche, dal misticismo, e ripetono lo stesso refrain: la realtà è simulazione, la matematica è l'unica verità oggettiva, libera la mente uccidendo l'ego. Sotto la patina mistica c'è una posizione politica precisa — la stessa di chi pensa che l'unica difesa contro il controllo sia smettere di farsi leggere. Tu decidi se ti convince o se ti sembra una posa estetica. Io propendo per la prima, ma riconosco di essere parte in causa.
La parte istituzionale fa ridere e fa pensare. Quando John Greenewald, di The Black Vault, ha presentato richieste FOIA alla NSA su Cicada 3301, l'agenzia ha confermato l'esistenza di documenti — caso 85764B — ma ha dato una Glomar response: né conferma né smentisce, citando la Public Law 86-36. Tradotto: non ti diciamo se ci occupiamo della cosa. Documenti interni emersi altrove (un forum NSA chiamato Tapioca: Pebble) mostrano che i loro analisti seguivano i puzzle, paragonandoli a Kryptos e WebDriver Torso, con qualcuno che scriveva che facevano da buon allenamento per il personale. Anni dopo la US Navy ha lanciato Project Architeuthis, un puzzle crittografico dichiaratamente ispirato a Cicada per reclutare crittoanalisti. Quando un'arma del governo ti copia il format, qualche complimento se lo merita anche il bersaglio.
Il vero finale è che dal 2014 Cicada non posta più puzzle ufficiali firmati con la chiave PGP autentica (a parte un breve messaggio nell'aprile 2017 che molti considerano apocrifo, o quantomeno di chiusura). Più di dieci anni di silenzio. Per qualcuno è la prova che il progetto si è concluso e i pochi reclutati lavorano in pace. Per altri è la prova che è ancora attivo, ma operativo, e non ha più bisogno di reclutare in pubblico. Onestamente? Non lo sa nessuno, e chi pretende di saperlo sta vendendo un libro o un documentario.
Quello che resta, per chi è passato attraverso quei puzzle anche solo per curiosità, è una cosa molto più sobria delle teorie cospirative: un'estetica. L'idea che la privacy si meriti questo livello di artigianato. Che valga la pena cifrare un libro intero in rune per dirti che la libertà mentale richiede sforzo. Che dietro ogni messaggio scambiato in chiaro su un canale sorvegliato ci sia un piccolo tradimento di sé stessi.
Se domani sullo schermo ricomparisse quell'immagine — sfondo nero, cicala bianca, "stiamo cercando individui estremamente intelligenti" — la domanda non sarebbe se sei abbastanza bravo a risolvere il puzzle. Sarebbe se sei ancora disposto a spendere settimane su un enigma che potrebbe non avere risposta, in un momento in cui tutto, anche la curiosità, è ottimizzato per renderti più produttivo.
Quella sarebbe la vera selezione naturale.